Vivono in garage senza acqua e luce: sono italiani non immigrati

Non è l’unica storia di persone che vivono in garage. Sono fatti allarmanti, come quello della famiglia Vatteroni di Gorgonzola, che da sei mesi alloggia, a pagamento, in un garage.

A condurre la sua esistenza in questo luogo decisamente inadatto è un intero nucleo familiare composto da Ermenegildo Vatteroni, da sua moglie Virginia, dalla loro figlia Rachele, appena ventenne, e dal cagnolino Charly. Vivono in garage, ed il fatto che una giovane stia crescendo senza una casa, ovviamente, accentua ulteriormente la gravità di quanto sta avvenendo a Gorgonzola, nella Martesana, in provincia di Milano.

C’è peraltro da sottolineare che questo “alloggio”, se così vogliamo definirlo, in cui vive questa famiglia italiana, non è gratuito: Vatteroni, infatti, paga regolarmente il suo affitto di 80 euro mensili ed il proprietario pare che non sia neppure a conoscenza di come i suoi affittuari stiano adoperando il box.

Ma perché i Vatteroni vivono in garage?

La storia è analoga a quella che si sta ripetendo in ogni parte d’Italia: padri di famiglia che perdono il posto di lavoro e che ovviamente hanno possibilità davvero esigue di poter trovare un nuovo impiego, anche se sono  disposti a fare qualsiasi lavoro, e che vengono abbandonati al loro destino assieme ai loro cari.

Vatteroni e sua moglie, entrambi cinquantacinquenni, si sono rivolti ai servizi sociali, i quali si sono detti disponibili ad aiutare la coppia, ma solo a determinate condizioni.

Anzitutto è stato chiesto alla famiglia di rinunciare al loro cagnolino Charly, cui sono legatissimi, il quale sarebbe stato sistemato in un canile, ma soprattutto è stato chiesto ai coniugi di separarsi l’uno dall’altro: Ermenegildo sarebbe dovuto andare in un dormitorio maschile, Virginia in un dormitorio femminile; un destino ancor peggiore avrebbe riguardato la figlia, che sarebbe stata collocata in una comunità, cioè in una struttura dedicata all’accoglienza di ragazze con problemi di droga, prostituzione o altro ancora.

I due, giustamente, non hanno accettato: qualsiasi famiglia legata da un sentimento avrebbe agito nella medesima maniera, preferendo vivere uniti in un box piuttosto che in due dormitori separati.
Sta di fatto che i Vatteroni vivono in garage, e questo dallo scorso gennaio, costretti a sopportare questa condizione che di umano ha ben poco.

Le disgrazie della famiglia Vatteroni.

Anche il recente passato di questa coppia non è stato affatto semplice: quando Vatteroni ha perduto il lavoro e non ha più potuto pagare l’affitto di casa, la famiglia è stata sistemata momentaneamente in un alloggio di Milano, dove sarebbero dovuti restare per due mesi, ma dopo appena qualche giorno sono stati mandati via senza troppi complimenti.

Al tirar delle somme resta il fatto che i componenti di una famiglia italiana, persone semplici e oneste, vivono in garage senza luce né acqua corrente, senza riscaldamento e senza alcun tipo di comfort basilare. La loro colpa è quella di aver perso il lavoro, di non avere reddito e, soprattutto, di essere italiani.

Si rischia, infatti, di risultare retorici nel dire che in Italia gli immigrati, spesso, godono di tutele migliori rispetto a quelle degli italiani in difficoltà, ma dinanzi ad esempi di questo tipo, la situazione diventa un dato di fatto.
Insomma, se un padre di famiglia italiano perde il lavoro e vuol restare vicino ai suoi cari, come è normalissimo che sia, deve accontentarsi di un garage. Un garage a pagamento, oltretutto.

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Un commento su “Vivono in garage senza acqua e luce: sono italiani non immigrati

  1. luciano il said:

    Che cosa vuoi commentare. Il nostro e’ solo un Paese di merda, dove molti politici andrebbero eliminati. Che schifo. Questa povera gente italiana. Si, perché io sono un italiano!!! E ho meno diritti. Eppure pago le tasse. Io questi poveretti li manderei ospiti a casa della Baldr.. o, scusate, Boldrini e affini, oppure a casa di Renzi. Povera Italia, alla completa mercè di politici di merda corrotti, e di una europa con la “e” minuscola, anch’essa corrotta e piena di interessi. Maledetti, ma un giorno pagheranno tutto, sì, proprio tutto. E’ solo questione di tempo.

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